mercoledì 22 luglio 2015

Indovina chi viene a cena

A proposito della sentenza della corte di Strasburgo sui diritti LGBT in Italia e sulle unioni civili mi torna alla mente questo film del 1967: Indovina chi viene a Cena in cui non solo si parla del rapporto tra bianchi e neri ma anche del rapporto generazionale e riporto il dialogo tra il padre e il figlio di colore che discutono a proposito del matrimonio con la ragazza bianca.

Dialogo



Padre (Roy Glenn):

E io ti dico che lui è contrario, quasi quanto me se non di più! 
Insomma tu devi starmi a sentire John.
Guarda che io non voglio insegnarti come devi vivere, ma non l'avevi mai fatto uno sbaglio cosi grosso, lo sai bene che sei stato l'orgoglio mio e di tua madre dal momento che sei nato, ma adesso non sai quello che fai!
Questa faccenda qui è successa troppo alla svelta l'hai detto tu, fermati  un momento a riflettere perbacco, hai pensato a quello che dirà la gente di te? In sedici o diciassette stati d'America sarebbe un reato, sareste criminali. 
E anche se le cambiano le leggi, non cambierebbe come la pensa la gente su quest'argomento, per uno come me che ha rigato dritto per tutta la vita sarebbe una cosa dell'altro mondo. Capisci?

Figlio (Sidney Poitier): " Questa cosa, spetta a me deciderla, quindi sta zitto e fammi pensare!

Padre: Non ti permettere di parlare cosi, tu non hai il diritto di tapparmi la bocca dopo tutto quello che ho fatto per te, tu lo sai bene quanto lo so io. Si lo so bene cosa sei e dove sei arrivato. Ma io mi sono ammazzato per guadagnare i soldi che servivano per farti studiare. Lo sai quanta strada ho fatto con la borsa a tracolla in trent'anni? Settantacinquemilamiglia! E la sera zappavo la terra, per non far lavorare te e pagare i libri su cui dovevi studiare.
Le volte che tua madre aveva bisogno di qualcosa li spendeva per te, e non erano lussi mio caro: parlo di un vestito decente o di un cappotto. E adesso vuoi dirmi che questo non conta? Gli vuoi le vuoi spezzare il cuore?
Me ne infischio di quello che dice tua madre, avrà perso la testa anche lei, qui c'e l'ha vediamo tra me e te.

Figlio: Questa è la prima cosa sensata che hai detto stasera! C'e l'ha dobbiamo vedere tra noi.

Padre: Si allora io....

Figlio: Tu hai già detto quello che dovevi dire. Adesso parlo io! Tu hai detto che non mi vuoi insegnare come devo vivere, e finora cosa hai fatto?
Mi hai detto quali diritti ho e quali diritti non ho, quello che ti devo per ciò che hai fatto.

Ma lo sai cosa ti dico? Che io non ti devo niente
Se con la borsa a tracolla tu avessi fatto un milione di miglia, avresti fatto quello che dovevi fare: perché mi ci hai messo tu a questo mondo e da quel giorno tu mi dovevi tutto ciò che potevi darmi, e io lo dovrò a mio figlio se ne avrò un altro. 

Ma io non sono tuo, tu non puoi dirmi né dove né quando sto sbagliando, ne puoi tentarmi di farmi vivere secondo le tue regole, perché tu non sai nemmeno chi sono io,  Papà, non sai nemmeno quali sono i miei sentimenti e  cosa penso, se te l'ho dovessi spiegare non basterebbe tutta la vita per capirlo.

Tu hai 30 anni più di quelli che ho io Papà, tu e la tua sciocca generazione credere che quello che è stato per voi dovrà essere sempre, e finché tutta la vostra generazione non sarà sottoterra non riusciremo a levarci dal groppone il vostro peso morto, insomma ti devi togliere dal mio groppone.

Papà, ...papà insomma io sono tuo figlio ti voglio bene, te ne ho sempre voluto e te ne vorrò sempre, ma tu ti consideri un uomo di colore mentre io invece mi considero un uomo.
Adesso io devo prendere una decisione, la devo prendere da solo e devo fare alla svelta, quindi potresti andare fuori a badare alla mamma.



lunedì 13 luglio 2015

La Vittoria di Pirro dell'Europa #Thisisacoupe

« Gli eserciti si separarono; e, da quel che si dice, Pirro rispose a uno che gli esternava la gioia per la vittoria che "un'altra vittoria così e si sarebbe rovinato". Questo perché aveva perso gran parte delle forze che aveva portato con sé, quasi tutti i suoi migliori amici e i suoi principali comandanti; non c'erano altri che potessero essere arruolati, e i confederati italici non collaboravano. Dall'altra parte, come una fontana che scorresse fuori dalla città, il campo romano veniva riempito rapidamente e a completezza di uomini freschi, per niente abbattuti dalle perdite sostenute, ma dalla loro stessa rabbia capaci di raccogliere nuove forze, e nuova risolutezza per continuare la guerra. »
(Plutarco)





Dopo un incredibile vertice a Bruxelles durato 17 ore con tutti i capi di stato europei, BCE e FMI alla fine la Grecia capitola, accetta tutto; Tsipras si è arreso alle richieste europee per un terzo piano di 86 miliardi di euro di aiuti la Grecia affinché Atene resti nell'euro. Un'offensiva di sei mesi contro l'austerità di ispirazione tedesca, l'oligarchia e i potentati economici,  il premier è riuscito solo ad far sprofondare nel caos economico il suo paese e ad inimicarsi i suoi partner europei, senza ottenere alcun compromesso per salvare la faccia esce da Eroe sconfitto e solitario con il compito di far approvare in soli 3 giorni misure durissime e umilianti al parlamento Greco ma sopratutto al paese e alla gente già ricattata dalla chiusura della Banche.

Ora: non si tratta nemmeno di difendere l'orgoglio dall'umiliazione. Si tratta di sopravvivere e resistere di fronte a chi ti ha giurato morte politica solo perché sei recalcitrante e non allineato rispetto ad una politica - l'austerity - di cui tutti oggi riconoscono i limiti, tranne quei pochi che se ne avvantaggiano. Può farlo ancora Tsipras? O potrà farlo un altro di Syriza? Può nascere un governo tecnico in Grecia? E con un governo tecnico come sarà l'ordine pubblico nelle piazze dopo che quelle stesse piazze hanno festeggiato il loro 'Oxi', piene zeppe, solo una settimana fa?

Probabilmente Tsipras dovrà lasciare il Governo e ne verrà formato uno di unità nazionale, scavalcando di fatto la volontà popolare, ed è probabile che ci saranno rivolte e disordini, insomma i cittadini europei si svegliano come "sorvegliati europei" con governanti decisi a Bruxelles, credo che sia chiaro a tutti che la partita è persa.

E' sotto gli occhi di tutti che l'unione cosi com'è non funziona, il blocco dei paesi ricchi ha detto di no, siamo in mano a credenti nella religione dell'austerità che di fatto non porterà alcun benessere alla Grecia che sta di fatto distruggendo l'unità Europea.

Non credo che alla prossima tornata elettorale i cittadini europei dimenticheranno questo episodio; il senso è questo o ti allinei o sei fuori, e questa volta ha pagato uno stato molto debole, sotto ricatto economico senza un piano alternativo ma si poteva fare altrimenti?

Molti errori sul terreno, giocare a poker senza avere le carte giuste e la capacità di bluffare è mancata ai greci, forse sarebbe stato meglio uscire dall'Euro e tenere una sovranità nazionale; Ma Tsipras  che ha sorpreso tutti con il referendum può nuovamente ribaltare tavolo? E chissà se ancora può farlo, pur avendo firmato a Bruxelles. Chissà: questa storia è un teatro dell'assurdo che permette di immaginare la qualunque, intese e dietrofront, feste in piazza e depressione. L'unico dubbio è che pur di non dargliela vinta, la Germania e la compagnia dei falchi potrebbero persino accettarla la Grexit. Ma la Grecia dopo qualche anno di stenti serissimi, si riprenderebbe, dicono gli esperti. Il problema resterebbe tutto interno all'Eurozona, che potrebbe anche deflagrare. E non solo perché i movimenti politici che cavalcano la situazione per sottolineare la fine del sogno europeo  che si ostina a definirli sbrigativamente come 'populisti' ma soprattutto per l'assoluta incapacità dei partiti tradizionali, Ppe e Pse, di tenerla unita, riformarla e alzare la voce a dovere con la Germania.

La Germania ha vinto giocando dividendosi il ruolo di buono e cattivo tra Angela Merkel e Wolfgang Schauble, ma anche il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, pur socialista, hanno lavorato fin dal primo momento per soffocare ogni tipo di dissenso, non esiste nessuna discussione se sono in ballo interessi economici; si è passati anni a far credito ai greci facendogli comprare ogni tipo di bene francese o tedesco anche armi del tutto inutili e ora bisogna stare zitti e pagare magari in ginocchio. #Thisisacoupe, 'questo è un golpe', tuonano sui social, indovinando la sostanza delle cose in salsa Europea: senza carri armati. 

Il Bottino ottenuto è l’assurda lista di richieste totalmente distruttive che le cancellerie europee hanno subito presentato alla Grecia senza possibilità di riflessione e scelta. Rapisce la dignità e sovranità nazionale, e cancella ogni possibilità di ripresa in Grecia e sottolinea la cura durissima dell’austerità  del quale non si vede la fine. Non solo alla Grecia viene dettato un particolare assetto socio-economico senza lasciarle neppure la scelta delle virgole. Non solo non si offre ancora, in cambio, alcuno sconto sul debito (impagabile), trattandosi di pre-condizioni per future trattative. Ma anche tutti gli asset principali dello Stato greco verrebbero espropriati, a saldo (“a garanzia”) di una quota di debito, tolta la quale il debito resterebbe insostenibile e i greci ‘schiavi’ dei creditori.

Che i debiti greci non fossero rimborsabili lo sapevano tutti già nel 2010 (grazie al Fmi). Perciò se gli andamenti del debito fino al 2009 sono da imputare a greci e banche, gli sviluppi successivi – accollare i debiti ai cittadini europei, aumentare il debito totale, imporre ai greci un’assurda austerità che ha distrutto il valore dei nostri crediti – sono da imputare unicamente ai governi europei. Ma l’Eurogruppo a trazione tedesca rifiuta ogni responsabilità per le politiche depressive impartite. Dare tutta la colpa ai greci serve a proteggere l’ideologia dominante: se le cose vanno male non è colpa nostra. Ed a manipolare l’elettorato: fingono di difendere i nostri soldi mentre li gettano via in malo modo.

Del resto tutti hanno firmato gli accordi per la costituzione della BCE e si prende atto che le nazioni debitrici dell’Eurozona sono alla completa mercé dei creditori, la quale subordina la sua collaborazione monetaria con la nazione debitrice alla soddisfazione delle istanze dei suoi creditori.

Quindi credo e spero che la partita non sia finita, e non lo è di fatto, i nostri carissimi governanti europei adesso imporranno al parlamento di Atene di votare in 3 giorni il tutto, cambieranno il loro governo e con altrettanti voti in altri parlamenti ci sommergeranno di altro debito greco spalmandolo sull'intera Europa..... ma ne vale la pena?

mercoledì 8 luglio 2015

E' il capitalismo bellezza!

"L'anno scorso, signore e signori, il 40% di tutti i profitti societari americani era costituito da proventi finanziari, non dalla produzione o da qualcosa che avesse comunque a che fare con le necessità delle persone. La verità è che ci siamo tutti dentro. Banche, consumatori, tutti muoviamo la giostra dei soldi. Prendiamo 1 dollaro, lo pompiamo di steroidi e lo chiamiamo "leva finanziaria", io invece lo chiamo "finanza dopata". Ero considerato un uomo piuttosto sveglio nel mio ambiente, e forse sono stato dentro troppo a lungo, però la prigione può anche essere una salvezza; guardi oltre le sbarre e dici "Ehi, ma là fuori sono diventati tutti matti?!". E' chiaro come il sole, basta fare un po' di attenzione: la madre di ogni male di oggi è la speculazione, il debito indotto. In conclusione il vero nemico è il prestito, è ora di riconoscere che è un biglietto sicuro per la bancarotta, senza ritorno. E' sistemico, maligno, ed è globale come il cancro. E' una malattia, e dobbiamo combatterla." (Gordon Gekko)


Mentre in Europa viviamo la tragedia Greca incapaci dei necessari gradi di libertà per soluzioni alternative di tipo politico alla svelta, perdendo il vero obiettivo dell'Unione Europeo e della alleanza amicizia e solidarietà tra popoli; ma è pure vero l'economia finanziaria e la speculazione che dettano le leggi.

La speculazione ha portato alla perdita da metà giugno a oggi di circa il 30% della capitalizzazione a Shanghai ha perso il 6 % insieme ad Hong Kong. 
Ma cosa è capitato? Quale cambiamento è intervenuto nelle borse orientali? Semplice il capitalismo la speculazione l'avidità e di conseguenza la bolla speculativa che ha arrestato la crescita. Si è verificato quello che si è verificato in tutti i paesi occidentali la corsa all'oro rappresentato dai facili e istantanei guadagni che hanno portato a molti risparmiatori ( a Shanghai si parla di circa 90 Milioni di persone che hanno investito in titoli) hanno chiesto dei prestiti per investire in borsa e da qui le speculazioni... diciamo prove tecniche di liberalizzazione e capitalismo.

La borsa cinese è cresciuta del 150 % dall'inizio dell'anno e questo perché piccole aziende si sono quotate nonché l'attrazione dei piccoli risparmiatori che hanno cominciato ad investire, ed ecco le perdite fatte per il 40 % delle piccole smallcap (745 aziende che costituiscono il 26 % del listino) che il governo cinese ha sospeso dal listino nei giorni scorsi per evitare perdite peggiori.

L'autorità cinese che regola il mercato borsistico (China Securities Regulatory Commission) ritiene che sui mercati sta prevalendo "il panico irrazionale". La Banca Centrale cinese, riferisce l'agenzia ufficiale Xinhua, ha annunciato che garantirà la liquidità necessaria per stabilizzare i mercati borsistici cinesi e per scongiurare rischi sistemici. Da Pechino giunge un ulteriore segnale: la Commissione che controlla i 112 colossi imprenditoriali di proprietà dello Stato ha ordinato loro di non vendere azioni loro o delle loro controllate "durante questa inusuale volatilità" del mercato. 
Il governo cinese è quindi corso ai ripari cercando di evitare questo corto circuito rappresentato dalla imminente liberalizzazione delle aziende di stato e la bolla imminente; ha effettuato azioni di bonifica economica sui governi locali e per eventuali showdown bancari ha immesso sul mercato enorme liquidità in moneta cinese, proteggendo anche gli stessi broker impedendo loro di vendere per avere maggior liquidità e prevenire di fatto vendite incontrollate. Di fatto sono state congelati i nuovi piazzamenti in borsa tutto ciò per preparare stabilmente al libero mercato.

A gettare però benzina sul fuoco ci stanno pensando inoltre le banche d'affari americane che vendendo titoli cinesi, sotto la guida del governo indispettito dall'allineamento di Pechino a Mosca e dal mancato accordo dei 

Quale cambiamento sta avvenendo in Cina per questo cambio di rotta economico? Semplice il cambio  del ciclo economico cinese o meglio la fase due del suo sviluppo, da paese produttore a paese consumatore, l'eccessiva liquidità ha portato a investimenti sulla totale automazione robotica di molte fabbriche per soddisfare i crescenti consumi interni e sicuramente ad un paese produttore e manifatturiero di alta qualità come il nostro l'ascesa di nuovi ricchi apre nuovi scenari economici su larga scala.

Le Borse del Vecchio continente si muovono lungo uno sentiero sempre più stretto dove a farla da padrona è la volatilità dalla quale trarre vantaggio sono solo gli speculatori. D'altra parte per gli investitori la ripresa economica è minacciata a oriente dallo Cina e a occidente dalla Grecia. Sullo sfondo, poi, resta l'incertezza sulle prossime mosse della Federal Reserve che fino ad oggi a sostenuto la crescita americana con tassi fermi a zero da anni: adesso, però, il governatore Janet Yellen vorrebbe iniziare la stretta monetaria. Aumentando l'incertezza dei listini. 

La crisi finanziaria in Cina è, secondo un'analisi del Daily Telegraph, il vero problema, rispetto "pantomima greca". Secondo Jeremy Warner, vicedirettore del Telegraph, "mentre gli occidentali si stanno concentrando sulla Grecia, una crisi finanziaria potenzialmente molto più significativa si sta sviluppando dall'altra parte del mondo. Quella che alcuni stanno iniziando a chiamare il 1929 cinese", da nome della più celebre crisi economica del secolo scorso, "che innescò la grande depressione".

Malgrado questi annunci, la Borsa di Shanghai ha solo leggermente limato le perdite, attestandosi attorno a -4%, per poi invertire nuovamente la rotta e chiudere in calo in calo del 5,90%. Panic selling anche ad Hong Kong, con l'indice Hang Seng che cede il 7,7% dopo aver toccato un minimo dell'8,3%. Si tratta del peggior calo dall'ottobre 2008, stagione del fallimento della Lehman Brothers.

Ma del resto questo è il capitalismo!




martedì 7 luglio 2015

Lezioni Greche di democrazia

«La libertà non è una cosa che si possa ricevere in regalo. Si può vivere anche in paese di dittatura ed essere libero, a una semplice condizione, basta lottare contro la dittatura. L'uomo che pensa con la propria testa e conserva il suo cuore incorrotto, è libero. L'uomo che lotta per ciò che egli ritiene giusto, è libero. Per contro, si può vivere nel paese più democratico della terra, ma se si è interiormente pigri, ottusi, servili, non si è liberi; malgrado l'assenza di ogni coercizione violenta, si è schiavi. Questo è il male, non bisogna implorare la propria libertà dagli altri. La libertà bisogna prendersela, ognuno la porzione che può.» Ignazio Silone

Indipendentemente dal risultato del referendum che ha respinto la piattaforma della Troika (BCE, FMI e CE) rafforzando il governo Greco che, indipendentemente dalla reale capacità di gestire il paese, si sta dimostrando composto di politici acuti e le dimissioni del ministro Varoufakis lo dimostrano perchè allontanando formalmente la radicalizzazione del  negoziato ormai arenato, di fatto riporta in discussione il tema della democrazia dei popoli e sposta il tema da economico a politico.
La piccola Grecia ha sottolineato con questo "OXI" il rifiuto a un Europa di potentati economici, incapaci di pensare al futuro e alle visioni e i nuovi equilibri che si stanno formando. L'Europa è una vecchia signora che non ha più vitalità e i suoi politici sono i moderni gabellieri dell'imperatore che sanno solo chiedere sacrifici e tasse senza costruire nulla, una macchina talmente complessa che serve solo a se stessa. 
La cosa incredibile è che da ricattati e all'angolo sono riusciti a esporre i punti deboli dell'avversario minando alla stabilità della moneta unica che esiste su trattati incompleti e concepiti solo per gli addetti ai lavori senza alcun tipo di consenso popolare. E quindi ecco le turbolenze finanziare, l'incidenza sui tassi l'innalzamento dello spread tutto quello che a noi italiani non serve e dopo quello che si è fatto in termini di rinunce non ci meritiamo.

La speranza di tutti sicuramente non è quella di una uscita né dall'unione monetaria né dall'unione europea, siamo realisti è solo debito e come in tutte queste situazioni i colpevoli che sono quei Greci bricconi che hanno fatto credere al loro popolo che potevano vivere ben al di sopra delle proprie possibilità non facendo nessun tipo di riforma e che spesso si sono fatti ingannare dietro qualche bustarella a comprare forniture militari da francesi o tedeschi del tutto inutili; la situazione sicuramente si sistemerà in qualche maniera qualcuno ci rimetterà molti soldi come noi italiani che nella redistribuzione del debito greco non avevamo alcun credito nel 2009 e ora ne abbiamo per 42 miliardi di euro, si faranno tagli e cosi via, questa diventerà materia per tecnici ed economisti ma il punto è ovviamente politico. Come giustificare questo ai tedeschi concordi a far fuori la Grecia, come con gli olandesi scottati già dal fallimento dell'Islanda e come evitare effetti domino di paesi insofferenti all'austerità come Italia, Spagna Irlanda e Portogallo? 

I nostri grandissimi protagonisti devono lasciare i tavoli economici e fare i politici, correggere i peccati di omissione, l'eccesso di rigore che in periodi di crisi non serve a nulla e creare uno spirito solidale democratico. Oggi la maggior parte dei cittadini europei sono ormai euro-scettici e stanchi di un rigore che in 7 anni non ha portato a nulla se non a far aumentare il PIL tedesco, ma ovviamente non siamo tutti tedeschi.

La Grecia vuole un tavolo per risolvere i suoi problemi, bene l'europa sicuramente sarà capace di indicare cosa e come fare, facendo, come fanno i bravi genitori con i loro figli più discoli, da protezione e da guida verso il futuro, non sicuramente con misure che sono state percepite dal popolo greco come punitive.

I popoli Europei vogliono un tavolo per parlare di sviluppo e crescita e per fare ciò è necessario uniformare tutti i sistemi europei di assistenza tassazione e previdenza nonché lavoro in un unico sistema o in sistemi molto simili fra loro, poiché l'unione in catene non serve a nessuno, si deve parlare di lavoro, di crescita e solidarietà, si deve parlare di politica estera comune, combattere i vari terrorismi e provvedere alle emergenze umanitarie che sfociano nell'immigrazione.

Senza quei tavoli i popoli come quello greco cominceranno a dire di NO, e ambiranno solo alla loro sovranità nazionale, mandando in frantumi decenni di sforzi per creare una federazione di grandi nazioni.

mercoledì 1 luglio 2015

GREXIT, Tutto ciò che non è l'idea di EUROPA

"Se tu sapessi che cosa è una condotta di vita onorevole, rinunceresti a desiderare i beni altrui: per me è preferibile morire per la Grecia piuttosto che regnare sui miei compatrioti. (480 a C)" in greco moderno grazie al mio amico Anastasio "Αν γνώριζες τι σημαίνει έντιμος τρόπος ζωής, θα αρνιόσουν να επιθυμήσεις τα αγαθά των άλλων. Για μένα είναι προτιμότερο να πεθάνω για την ελλάδα, παρά να βασιλεύσω πάνω στους συμπατριώτες μου!"  

Fu quello che Leonida re di Sparta disse a Serse in risposta alla sua offerta... ovviamente sappiamo tutti come è andata, ma quella è un impresa storica impressa nei secoli nelle future generazioni.

La Grecia è la culla della civiltà moderna, nonché una nazione a cui sono molto grato non solo per i miei natali molto lontani ma per l'anno in cui lavorando apprezzai la loro ospitalità e carattere e la loro similitudine con la mia terra: La Sicilia; da qui la celebra frase che usano spesso "Una faccia, una razza".
Cosa è oggi la Grecia moderna? E' una nazione di frontiera in tutti i sensi, e il passaggio ad Est dell'Europa, è l'ultima nazione del mediterraneo, procedendo verso est, che rimane non solo cristiana, ma occidentale; è il crocevia delle varie culture orientali dove si può capire meglio il senso della gente del mediterraneo, dove si capisce il senso della frase romana Mare Nostrum. Per i Romani un impero/repubblica senza la Grecia non aveva senso, ricordiamoci che appena i nostri avi varcarono il mar Ionio la civiltà da Romana diventò Greco-Romana. Ma dopo secoli cosa significa quello che sta succedendo ora? Ripassiamo velocemente il passato prossimo:

  • Il Trattato di Maastricht, o Trattato dell'unione europea, è un trattato che è stato firmato il 7 febbraio 1992 a Maastricht nei Paesi Bassi dai dodici paesi membri dell'allora Comunità Europea, oggi Unione europea, che fissa le regole politiche e i parametri economici necessari per l'ingresso dei vari Stati aderenti nella suddetta Unione. 
  • Viene stabilita la moneta unica con i cambi e alcuni parametri economici per aderire all'unione monetaria.
  • L'italia fa cure da cavallo e l'impossibile per entrarvi anche perché all'inizio degli anni 90' abbiamo subito delle vere e proprie tempeste monetarie e l'instabilità politica ha fatto il resto.
  • La Grecia riesce ad aderire, ma con la crisi economica che inizia nel 2008 inizia la crisi del debito sovrano europeo e in particolare di quello Greco. La crisi inizia ufficialmente nell'autunno del 2009, quando il neo primo ministro George Papandreou rivela pubblicamente che i bilanci economici inviati dai precedenti governi greci all'Unione europea erano stati falsificati con l'obiettivo di garantire l'ingresso della Grecia nella Zona Euro.
A questo punto vista l'instabilità della zona Euro dovuta sia alla crisi economica che a quello degli stati sovrani L'eurogruppo insieme con il Fondo Monetario (FMI) e la BCE decide di salvare la Grecia dal fallimento con una cura da cavallo che porta parte della popolazione alla povertà. 
Intanto il debito Greco sovrano viene raccolto dalla banche tedesche e francesi che costituivano i maggior creditori e comprati dalla stessa BCE costituendo uno scudo salvastati, il tutto sotto la regia dell'ottimo Mario Draghi contro il volere di tedeschi e in parte francesi.

Dopo numerose votazioni e governi instabili, il 25 gennaio 2015, Alexis Tsipras, capo del partito SYRIZA, viene eletto nuovo capo del governo con il 36,34% dei voti e 149 seggi. Tsipras, incaricato di negoziare con la BCE, il FMI e la CE il pagamento del debito greco, fallisce nell'intento, in quanto le condizioni imposte dai creditori sono definite "umilianti" per il popolo greco e porterebbero ad una "nuova crisi depressiva" l'economia del paese, in quanto fondate sui tagli e sull'austerity. Tsipras a fine giugno 2015, con un discorso alla nazione in cui cita Roosevelt, decide di indire un referendum per il 5 luglio 2015, sul quale gli elettori saranno chiamati ad accettare o rifiutare le proposte di ristrutturazione del debito fornite dai creditori.

Dal punto di vista politico trovo la mossa di Tsipras perfetta, riceve un mandato dal popolo per contrastare l'egemonia di "bachieri e interessi economici", non si arriva a un accordo (per esperienza personale parlare e discutere con un greco è una cosa che non auguro a nessuno l'ho fatto per lavoro e so cosa significa!!!) e quindi rimette al popolo la possibilità di decidere il suo futuro, un futuro molto nero comunque, bisogna decidere se far fallire uno stato (che in effetti da un punto di vista economico non ha poi questa rilevanza, il suo PIL è un terzo della nostra Lombardia, i soldi persi in questi giorni nelle borse sono di molto superiori alla totalità del debito Greco) con le conseguenze che comporta o applicare una cura che, come si è dimostrato in questi anni, di fatto non funziona poiché l'economia greca è fragile basata quasi tutto sul turismo e poche altre voci. 
Qualcuno in questi giorni a pensato all'opportunismo del premier greco, io invece la vedo diversamente la partita è diversa e questo l'hanno capito tutti. 

Ma torniamo al problema principale: La moneta unica e l'unione. In tutti gli stati federati del mondo, come gli USA, è ovvio che ci sono stati più ricchi e stati più poveri è nella normalità! Quindi ecco perchè esiste lo stato federale che provvede a unificare la ricchezza, è uno stato solidale. L'idea di Europa che esiste oggi è lontano da questa, è una europa tedesca, la Germania ha vinto la sua terza guerra mondiale unificando l'Europa a sua immagine dove non c'è uno stato solidale o un'amicizia dei popoli o politica comune, esistono solo accordi economici, credo che un Europa cosi non serva a nessuno dei suoi cittadini serve solo alle Banche e agli interessi di corporazione.

La politica deve tornare a fare da collante e prendere le giuste decisioni, vogliamo una moneta unica? Il patto di stabilità cosi comè è fatto non va bene, serve la creazione di strutture uniche (ovviamente si è pensato subito a fare una banca .... mi sembra ovvio!), quindi bisogna rendere uniche tutte le voci di spesa degli stati sovrani con un unica amministrazione (come la BCE ad esempio). Quali sono le voci comune di tutti questi nostri stati assistenziali europei che gravano sul bilancio statale? Sanità, Pensioni, stato sociale e quindi contratti di lavoro collettivi, prestiti alle imprese etc.... ma questo significa sicuramente togliere sovranità agli stati è vero ma subire un continuo commissariamento e presentare ogni anno i conti tagliando non è forse lo stesso. Che senso ha avere una moneta comune se poi non posso effettuare tutte le azioni correttive che poteva fare uno stato sovrano quando la moneta era nazionale. 

Visto che i nostri politici si sono preoccupati di disegnare una gabbia senza chiavi e vie di uscita non ci rimane altro da fare; oppure la terza via si esce dalla moneta unica.

Ecco la cosa che fa più terrore a tutti i nostri politici europei (ovviamente i nostri politici si guardano bene da farsi vedere a BXL ...meglio un tweet in inglese cosi ... ) è quello di far decidere alla popolazione che ha da sempre subito i trattati senza essere mai stata consultata, fa paura l'uscita della grecia perchè sancisce il fallimento dell'attuale progetto europeo germanocentrico con la possibilità che altre nazioni ne seguano l'esempio.

Altra considerazione: Scrivevo prima che la Grecia è il confine, cosa succederebbe se il nostro confine naturale sparisse? Magari colonizzato dalla Cina o dalla Russia o chissà da qualche fondo sovrano di ABU DABI? 

I nostri politici (eleggere Jean-Claude Juncker conservatore e rappresentante dei poteri forti è stata una scelta che sottolinea cosa succede ormai in Europa) dovrebbero ipotizzare un futuro avere la capacità di poterlo costruire, invece sono diventati dei gabellieri al servizio dei potentati. Una occasione persa.


mercoledì 24 giugno 2015

Vodafone Station Revolution ovvero InVolution, come non utilizzarla

Parliamo di questa "fantastica" Vodafone Station Revolution da me definita involuzione poiché non adatta all'uso intensivo, dopo 3/5 dispositivi la gestione degli stessi risulta quantomeno lenta, il controllo da remoto o via web comincia a rispondere con molta difficoltà per non parlare della risoluzione DNS che con un solo dispositivo collegato (wifi o Ethernet) siamo nell'ordine dei 30/40 ms.... un po troppo (poi ritornerò anche su questo).

Viene assegnata in comodato d'uso (camuffata attraverso spese di attivazione e contributi iniziali e spese di gestione che Vi impongono un semplice contratto di 48 mesi !!!!... credo che una qualche autorità garante intervenga... un contratto di servizio a 48 mesi è una novità ASSOLUTA per l'ITALIA).
Quindi attenzione, questa piccola clausola non viene menzionata minimamente, se provate ad andare ad un negozio Vi parlerà di 12 o 24 mesi!

Ovviamente sia sul contratto che firmate presso negozi Vodafone o attraverso le offerte dai Call Center nulla di tutto questo, e la retrocessione del contratto comporta un onere di 160 € anche questo ben nascosto, diciamo una pratica commerciale francamente poco chiare ed esplicativa.
Altra sorpresa è quella di far parte della grande
Vodafone Community ovvero come usare la TUA banda di casa per terzi (solamente tre connessioni concesse a detta dei tecnici) in maniera pubblica; quindi l'utente si trova a pagare connettività e corrente a sconosciuti con la promesse che questi faranno altrettanto...anche qui la modalità poco chiara e già impostata di default su questo "splendido" oggetto.
Dopo Numerose prove e vicissitudini l'oggetto in questione è inadatto a qualunque tipo di servizio che va dal WiFi al gaming allo streaming nonchè una navigazione intensiva.

SOLUZIONE: BYPASSARE LA STATION CON UN ROUTER SERIO

Supponiamo che in casa avete un modem router ADSL della precedente gestione, nel mio caso un ottimo 6300 NETGEAR, le configurazioni sono le seguenti:


  • Cambiare IP alla station: su impostazioni avanzate trovare la possibilità di cambiare indirizzo, nel mio caso ho assegnato il 10.0.0.1 in modo da tenere la mia 'vecchia' rete 192.168.1.0.
  • Disabilitare il WiFi, questo ve lo consiglio, la gestione è lacunosa e problematica e a volte passeggiando da una stanza ad un altra il segnale si perde ( io non abito in un bunker ma a distanza di 5 metri perdevo il segnale). In questo modo decidete anche di evitare donazioni di connettività e banda a terzi.
  • Collegate il vostro vecchio router wifi utilizzando la porta WAN collegandolo ad una qualsiasi porta della station.
  • Fate in modo di assegnargli un indirizzo, come nel mio caso, 10.0.0.2.
  • A questo punto per far perdere il controllo di tutta la connettività alla nostra amata Station abilitare il NAT verso un unico indirizzo, quello del vostro router appunto il 10.0.0.2. Cosi facendo la station si ritroverà solo con il compito di passare i pacchetti dalla linea al router senza aggiungere ulteriori informazioni.
  • Sul vostro router potete tenere tutte le configurazioni precedenti, anche il port forwarding verso alcuni indirizzi della vostra rete come applicativi che effettuano download (emule), o semplicemente telecamere di sicurezza o web/ftp interni alla rete.
  • Nel panello ISP del vostro router modificare i parametri in maniera tale da:
        • Non chiedere userid e password (il vostro router è in cascata alla station basta indicare un ip fisso come 10.0.0.2 e il gioco è fatto)
        • inserite come DNS quelli pubblici di google 8.8.8.8 e 8.8.4.4
        • assegnate ovviamente al vostro router indirizzo di LAN 192.168.1.1 o 192.168.1.255
A questo punto la risoluzione del DNS è istantanea e la vostra station è un modem in fibra al quale è collegato il telefono.


N.B. A causa del fatto che in maniera unilaterale da Vodafone  senza il minimo avviso vengono fatti degli aggiornamenti alla Station, le configurazioni vengono perse e quindi in questo caso la configurazione da rifare sarà solo quella di disattivare il WiFi e assegnare un IP minimo direi, le vostre 'particolari' configurazioni saranno contenuto nel vostro router a cui nessuno potra accedere da remoto come capita nel caso di Vodafone. 


martedì 20 maggio 2014

Creazione di un MS-DOS Virtual PC con Virtualbox di Oracle

In questi giorni la voglia di MS-DOS continua anche perché a seguito del mio articolo alcuni miei amici hanno l’esigenza di far girare applicazioni DOS poiché alcune apparecchiature industriali lo richiedono (cambiare attrezzature industriali perchè il pc si rompe mi sembra pazzesco, anche perché al giorno d’oggi l’hardware di 20/25 anni fa è incompatibile e trovare nuovi software per vecchie attrezzature che funzionano ancora è difficoltoso ) quindi ho pensato ad una soluzione totalmente gratuita e freeware quindi la VirtulBox di Oracle e MS-DOS 6.22 tutto accessibilissimo, basta perdere un pò di tempo! anche perche il supporto per i vecchi programmi basati su MS-DOS è piuttosto limitata con l'uso di programmi come DOSBOX.

Tendo a non buttare via nulla anche il software software precedentemente utile, non si sa mai quando può diventare di nuovo utile! Pertanto, ho ancora il software di MS-DOS, tra cui autentici MS-DOS 6.21 dischi di avvio, nonché una serie completa di distribuzioni Linux nonché la famosa  Slackware e il resto è storia di Linux!

Questo tutorial vi spiegherà come creare un avvio MS-DOS 6 a base di VM VirtualBox con supporto CD-ROM.

STEP 1:

Prima di tutto provvediamo a scaricare Oracle VirtualBox

STEP 2:

VirtualBox come tutte le macchine virtuali  non funziona con i floppy disk fisici ma con le immagini disco, la prima cosa che si deve fare è girare i dischi fisici MS-DOS in immagini disco.

Si possono scaricare le immagini del MS-DOS che sono quelle dei floppy originali, infatti presenta l’estensione img floppy disk image.

STEP 3:
Una volta installato VirtualBox si può procedere nel seguente modo:
Creare il VM VirtualBox

FRCRYQDH3NLEZJ8.MEDIUMF2CISYDH3NLEZJG.MEDIUM

Avviare VirtualBox e fare clic su New, quindi fare clic su Next.

F2NCD74H3NLEZJJ.MEDIUM

Cambiare il sistema operativo per other, il valore predefinito la versione DOS.

Dare il VM un nome ad esempio MS-DOS 6.22, Fare clic su Next

FGO5L4BH3NLEZJK.MEDIUM

 

Dato che questo VM verrà eseguito solo applicazioni MS-DOS, ho intenzione di lasciare la quantità di RAM alla dimensione di 16Mb. Questo può essere modificata successivamente. Fare clic su Next

F4I03RFH3NLEZJP.MEDIUM

Ora stiamo andando a creare un nuovo disco rigido virtuale e renderlo avviabile, quindi le impostazioni di default sono a posto. Fare clic su Next

FPSRKFOH3NLEZJQ.MEDIUM

Viene visualizzata la Creazione guidata disco virtuale. Fare clic su Next, Anche in questo caso accettare le impostazioni predefinite. Fare clic su Next

FIUEZAOH3NLEZJR.MEDIUM

Scegliamo anceh in questo caso il valore predefinito. Fare clic su Next

Per il disco virtuale Location e Size, 512Mb dovrebbe essere più che sufficiente in modo da accettare le impostazioni predefinite.

Fare clic su Next

FSKOSQHH3NLEZJS.MEDIUM

Per il disco virtuale Location e Size, 60Mb dovrebbe essere più che sufficiente in modo da accettare le impostazioni predefinite. Fare clic su Next. Si è ora dato un riepilogo delle impostazioni disco rigido virtuale. Fare clic su Create

F3C4CPHH3NLEZJT.MEDIUM

 

Si è ora dato le informazioni di riepilogo per la VM appena configurato.

Ora bisogna caricare le immagini dei floppy per effettuare il boot.

Dalla barra dei menu VirtualBox, selezionare File> Virtual Media Manager

snapshot12

Fare clic sulla scheda Floppy Imaged. Fare clic su Add e selezionare le immagini che si desidera aggiungere. Quindi fare clic su Open.

snapshot13

Se fatto correttamente, la cartella Immagini Floppy dovrebbe essere simile al precedente. Quindi OK.

Ora stiamo andando a configurare il nostro MS-DOS VM per i floppy disk, quindi con la VM selezionato dalla finestra principale, selezionare Settings dalla barra degli strumenti.

snapshot14

Selezionare il menu di archiviazione lungo il lato sinistro della finestra e quindi selezionare Add controller> Add Floppy controller l'icona nella parte inferiore della finestra di controllo. A destra del controller Floppy, fare clic sull'icona Add Floppy controller. Verrà aggiunto un 'vuoto' unità floppy. Ora dobbiamo inserire il  primo disco floppy MS-DOS in modo che quando avviamo la macchina virtuale, si avvierà dal disco e avviare l'installazione. Con l'unità floppy selezionata, il vetro della finestra all'estrema destra cambierà.

A destra dell'etichetta Floppy Controller, fare clic sul menu a discesa che mostra empty e selezionare la prima immagine del disco di MS-DOS elencati.

snapshot15

Fare clic su OK, si ritorna al menu principale di VirtualBox.

STEP 4:

Installazione di MS-DOS nella VM: Con la VM MS-DOS selezionata, fare clic su Start dalla barra degli strumenti.

La VM dovrebbe avviarsi e caricare il programma di installazione di MS-DOS come nella screenshot

snapshot16

Si seguire le istruzioni su schermo per installare MS-DOS (ritornato a 25 anni fa!!!) Poiché si tratta di un nuovo disco rigido virtuale vi verrà chiesto di configurare lo spazio su disco non formattato quindi selezionare questa opzione.

Viene chiesto di montare il primo disco floppy. Questo è già montato in modo premere Invio. Il disco  viene formattato con successo e MS-DOS inizia ad installarsi.

Una volta che il drive è stato formattato, immettere il comando setup, il processo di installazione sarà ora continuare.

Dopo un breve periodo (i floppy disk hanno un immagine di  1.44Mb!) viene chiesto di inserire il successivo disco floppy.

Nella parte inferiore della finestra di VirtualBox VM, fare clic destro sull'icona del floppy disk e selezionare l'immagine disco di installazione secondo MS-DOS.

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Poi continuare con l'installazione premendo Invio.

Una volta che l'installazione è stata completata, viene di rimuovere tutti i dischetti dall'unità floppy e riavviare la VM senza montare alcun floppy. Ora premete Invio per riavviare il sistema.

Quando la VM primo riavvio, non visualizza correttamente il prompt dei comandi.

snapshot18

Ed ecco finalmente MS-DOS. Bisgona sistemare alcune cose come ad esempio il caricamento del CD-ROM (sicuramente qualcuno non se l’ho ricorda più) inoltre MS-DOS non è un sistema operativo impegnativo, ma in esecuzione in una VM può causare problemi per il computer host. Per evitare la CPU sull'host di essere a pieno carico, useremo un programma chiamato DOSIDLE, questo è un TSR (Terminate and Stay Resident) del programma. Ho incluso DOSIDLE sul file di immagine del disco floppy chiamato cdrom.img che può essere scaricato da qui .

Basta scaricare il file dal link qui sopra e aggiungerlo come floppy virtuale alla VirtualBox. Ora bisogna montare il disco cdrom.img nell'unità floppy VirtualBox. Ora digitate a: per modificare la 'a' unità, seguita da dir per visualizzare il contenuto.

Copiare il contenuto del drive 'a' in una cartella chiamata CDROM su c: inserendo

mkdir c: \ cdrom

. xcopy * * c: \ cdrom / s

copy c: \ cdrom \ dosidle \ dosidle.exe c: \

Smontare il disco floppy virtuale.

Ora modificare config.sys inserendo edit c: \ config.sys

e modificare il contenuto in modo da apparire come la seguente

snapshot20

Salvare il file e ora edit autoexec.bat inserendo edit c: \ autoexec.bat e modificare il contenuto in modo da apparire come la seguente schermata

snapshot21

Salvare il file e riavviare la VM. Quindi alla ripartenza si dovrebbe ottenere questo:

snapshot22

Il  VM MS-DOS ora consuma solo la CPU ha bisogno. Ora si configura il supporto per i CD-ROM

Per impostazione predefinita, MS-DOS non viene fornito con supporto CD-ROM. Tuttavia, questo può essere facilmente cambiata. Nella directory cdrom (che contiene il contenuto del file cdrom.img copiato in precedenza) è un driver di periferica per l'unità CD ROM per VirtualBox. Si copia questo nella directory principare di C: scrivendo

copy c: \ cdrom \ oakcdrom.sys c: \

Ora modificare config.sys in modo che appaia simile al seguente screen-shot

snapshot23

Salvare il file e ora edit autoexec.bat in modo che appaia simile al seguente screen-shot

snapshot24

Qui abbiamo aggiunto la terza linea dal basso, l'/ L: D dice DOS per assegnare la lettera di unità D: per l'unità CD ROM.

Salvare il file e riavviare la VM. Alla ripartenza si dovrebbe ottenere

snapshot25

La quarta riga indica giù che il MSCDEX è stato caricato e la linea sotto che ti dice che l'unità CD-ROM è stata assegnata con successo la lettera D.

Nel frattempo, chi di voi disperati vuole utilizzare MS-DOS con la rete dovrebbe considerare l'utilizzo di VMWare in quanto fornisce un supporto migliore scheda di rete per MS-DOS e ci sono un certo numero di articoli disponibili su Internet su come configurare.

lunedì 19 maggio 2014

O.S. Vintage….rivivere il Passato

msdos_01

 

In questi giorni, dopo la notizia che lo scrittore George RR Martin autore di Game of Thrones utilizza ancora il DOS con Wordstar per scrivere i suoi libri sono stato colto da un improvvisa voglia di mettermi alla tastiera e provare quello che decenni fa (ricordo che il mio ultimo utilizzo del MS-DOS risale ai primi anni del ‘90 a cavallo tra MS-DOS 5.0 e il famoso 6.22.

La storia di MS-DOS è nota a tutti. Nel 1980, IBM contattò Microsoft (fondata cinque anni prima) chiedendo un sistema operativo per i suoi PC. All’epoca, Microsoft produceva solo il linguaggio BASIC, quindi acquistò il QDOS (Quick and Dirty Operating System), distribuito inseguito come 86-DOS, dalla Seattle Computer Products per 75.000 dollari e, dopo una veloce revisione del codice, lo diede in licenza a IBM, che lo rinominò in PC-DOS. L’azienda di Redmond, invece, scelse il nome MS-DOS. Il costo della licenza era di 40 dollari. La versione 1.1 è stata rilasciata nel 1982, mentre la versione 2.0 è arrivata sul mercato nel 1983. MS-DOS 1.1 occupava 320 KB su floppy disk e usava 12 KB di memoria. MS-DOS 2.0 occupava uno spazio quasi doppio e usava 27 KB di RAM.

Microsoft rilasciò la prima versione di Word per MS-DOS nel 1983. WordPerfect era il word processor per PC più diffuso nel mondo, ma la storia cambiò con l’arrivo della prima versione di Word per Windows nel 1989. Grazie al successo di Windows 3.0, Microsoft divenne in poco tempo il leader assoluto del settore. Nei successivi quattro anni, la software house generò oltre la metà dei profitti dell’intero mercato mondiale dei word processor. Nel 1997, il market share raggiunse il 90%. Oggi, Word è sinonimo di applicazione per la videoscrittura ed è sicuramente il software più famoso di Microsoft.

L'obiettivo è quello di aiutare i futuri addetti del settore tecnologico a capire meglio le radici del mondo dei PC: MS-DOS 1.1 risale al 1982, mentre la versione 2.0 viene commercializzata nell'anno successivo. IBM era allora alla ricerca di un partner che sviluppasse un sistema operativo da installare all'interno dei propri personal computer.

Microsoft offriva allora un interpreter per il linguaggio BASIC e, accettando la nuova sfida, rilascia nel 1982 quello che veniva chiamato PC-DOS quando offerto in licenza ad IBM, e MS-DOS (Disk Operating System) per tutti gli altri produttori di sistemi informatici.

"La versione 1.1 integra un intero sistema operativo - seppur con tutti i limiti del tempo - all'interno di 12Kbyte di memoria, che è incredibilmente poco rispetto ai canoni attuali", ha dichiarato Len Shustek, Presidente del Computer History Museum.

La prima versione di Microsoft Word è stata rilasciata per MS-DOS nel 1983, non riuscendo ad imporsi sull'elaboratore di testi più diffuso dei tempi, WordPerfect. Solo pochi anni più tardi, però, cambia tutto: nel 1989 Microsoft rilascia la prima versione di Word per Windows, riuscendo ad ottenere in soli quattro anni più della metà dei proventi dell'intero mercato degli elaboratori di testo.

"MS-DOS e Word per Windows hanno costruito le solide basi per il successo di Microsoft nell'industria tecnologica", scrive Roy Levin di Microsoft Research. "Crediamo che preservare il codice sorgente storico di questi due programmi sia la chiave per capire come il software si è evoluto dalle proprie radici primordiali" - conclude Shustek - "e divenire parte cruciale della nostra evoluzione".

Per curiosità provo a riutilizzare un programma MS-DOS scaricato dalla rete Word 5.5 appunto ma mi rendo conto che sul mio Windows 8.1 non è più in grado di funzionare….. che sia necessario un emulatore MS-DOS? Ovviamente si, non mi rendevo contro di quanto tempo sia passato in termini informatici e di come le architetture soprattutto con l’avvento della rete di quanto siano cambiate.

Bene cominciamo a trovare un emulatore, ed ecco che mi imbatto in numerosi emulatori nonché di molti progetti interessati multipiattaforma un pò per un costume NERD  di far rivivere progetti e piattaforme defunti, un pò credo anche e soprattutto da un punto di vista culturale, un po' come far rivivere alcune automobili o macchine industriali anche per capire meglio la storia e l’evoluzione fino ai giorni nostri. Cosi mi imbatto in Dosbox   e scopro che il mio Word che usavo anni prima comincia a funzionare con pochi kbyte con il suo correttore ortografico e impaginazione, la cosa che funziona male sono io che non ricordo quasi più nulla (e devo ammettere che dall’ultimo utilizzo con una risoluzione a 132 righe sono passati circa 25 anni) e cosi a casa comincio a riaprire i vecchi programmi che tengo conservati ormai su DVD, passati dai floppy a 5.14 a quelli 2.5 e ricomincio ad usare DBase III, Lotus 1-2-3 e Framework, e i miei ambienti di sviluppo come Turbo Pascal o Turbo C e Turbo C++ in cui ho cominciato a utilizzare gli oggetti, e cosi un pò tutti quei piccoli programmi (in temini di spazio) ma grandi programmi che hanno fatto la (mia) storia dell’informatica.

Una cosa a cui penso è la concentrazione sul lavoro, forse il fatto di avere tante finestre, tanti applicativi ci distrae un pò dalle attività …. Email sempre aperta, Twitter che elenca le news più disparate.

E cosi da emulatore in emulatore ho rispolverato il Finder del Mac OS e Atari e infine il mio amore di sempre per Amiga. Se volete fare un salto del passato vi consiglio questi link.

Per provare il Mac online e Windows 3.1  : il sito di James Friend con finder e quello con Windows

giovedì 15 maggio 2014

Costeja González vs Google: una lotta memorabile per il diritto di essere dimenticati

Ha vinto la sua battaglia contro Google, ma la vittoria è di Pirro. La corte di giustizia europea ha enormi implicazioni nel prossimo futuro.

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Se c'è una prima legge che si apprende su Internet è sicuramente quella delle delle conseguenze non intenzionali.

Tale deve essere la lezione che Mario Costeja González , spagnolo, che ha scatenato questo martedì in un contenzioso presso la Corte di giustizia europea (CGE) e la conseguente sentenza sul "diritto di essere dimenticati" on-line .

L'articolo di Costeja González voleva che il mondo dimenticasse una piccola nota lunga 36 parole, risalente al 1998, in cui si affermava che la sua casa era stata messa all’asta per pagare i debiti. La sua preoccupazione era che la posizione di rilievo tra i risultati di Google presentava quando veniva cercato il suo nome.

La buona notizia per Costeja González è che la Corte di giustizia ha condiviso la sua preoccupazione, stabilisce infatti il diritto del giornale che ne ha pubblicato la notizia perchè ha agito nell'interesse pubblico, ma Google stava violando la sua privacy nel rendere l'informazione disponibile anche dopo moltissimo tempo. Sedici anni dopo, sembra  che Costeja González ha vinto la sua battaglia. I giudici della Corte ritengono che i cittadini europei abbiano il diritto di richiedere la rimozione di alcune informazioni se esse siano “non adatte, irrilevanti o non più rilevanti”. Nel caso del cittadino spagnolo, digitando il suo nome sul motore di ricerca, la query dava fra i risultati di ricerca la messa all’asta della sua casa, per motivi di necessità economica, 16 anni fa. Secondo l’utente, veniva violata la sua privacy, in quanto Gonzalez, oggetto del pignoramento più di tre lustri fa, ha poi risolto la sua situazione economica. Google Spagna e Google Inc. avevano ricorso all’Audiencia Nacional (Spagna), chiedendo l’annullamento della decisione dell’Aepd. Ma il giudice spagnolo ha coinvolto la Corte di giustizia.

Adesso Google potrebbe venire travolta da uno tsunami di richieste di “deindicizzazione” alla società? Il cittadino avrebbe il diritto di ricorrere alle autorità competenti per ottenere la rimozione anche di contenuti online.

Eppure, inevitabilmente, la vittoria è di Pirro: la sentenza della Corte di giustizia ha enormi implicazioni, ed è molto controversa - si potrebbe aggiungere oneri significativi per le imprese on-line , e potrebbe anche portare alla chiusura degli uffici europei da parte dei giganti mondiali del IT per sfuggire alla portata della sentenza, prima che si estenda in tutto il mondo senza considerare le implicazioni del caso. Infatti un tale diritto per la protezione dei dati personali, potrebbe mettere i bastoni fra le ruote al funzionamento dei motori di ricerca. Secondo lo studio Latham & Watkins, andranno messi a punto criteri per distinguere persone pubbliche (per cui è necessaria la trasparenza e di cui bisogna conoscere tutto) e individui privati: ma ciò comprorterà costi extra per i serch engines. Anche secondo Ernst - Young, la sentenza europea è un terremoto per chi archivia dati.

La cosa incredibile è questa che nel 1998, Costeja González  ha lottato per un piccolo articolo di 36 parole in spagnolo e  martedì, 840 articoli dei grandi Media di comunicazione di tutto il mondo sono stati scritti in riferimento al suo caso, anche nei paesi in cui non si sarebbe mai pronunciato il nome del Sig González , e dove la sentenza della Corte di giustizia europea non potrà mai giungere.

Un tentativo fallito di sopprimere un pezzo di informazione che porta alla sua diffusione globale è uno dei fenomeni internet più antichi e famosi: l' effetto Streisand (dal nome di un tentativo fallito da Barbra Streisand per avere le foto della sua casa presa offline).

Costeja González ha vinto la sua battaglia per il diritto di essere dimenticato, o almeno a scomparire. Purtroppo per lui, la lotta è stata dannatamente memorabile, un classico caso di Davide contro Googlia

martedì 13 maggio 2014

Causa Oracle - Google atto secondo: Vince Oracle a rischio Android?

oracle-android-java

Nuova puntata delle cause milionarie tra produttori IT questa volta si parla di Oracle e Google e di alcune API. Vediamo i fatti e le conseguenze per capire meglio di che cosa si tratta, anche perchè cause di questo tipo cambiamo di molto le cose in ambito IT e questa volta potrebbero essere cambiamenti radicali sia a breve termine (blocco di alcune funzionalità di Android e quindi il nostro amato Smartphone) o a lungo termine (Utilizzo da parte di altri e modifica delle API).

I fatti dicono che in appello è stato ribaltato il verdetto precedente; cioè nella causa per violazione di copyright da parte di Android (Google) nei confronti di Java (Oracle), il tribunale dà ragione a Oracle contro Google. 
La Corte di Appello del Circuito Federale di Washington ha stabilito che le parti sotto copyright del linguaggio di programmazione di Java (Queste API tanto per intenderci), che Google usava adoperare nel sistema operativo Android per smartphone, appartengono a Oracle. 

In primo grado, nel 2012, erano stati chiamati a testimoniare il Ceo di Oracle, Larry Ellison, e il Ceo di Google, Larry Page, ma in primo grado Oracle aveva perso la causa. 
Oracle aveva portato Android alla sbarra fin dal 2010, accusando Google di aver incorporato parti di Java sotto copyright in Android, il primo sistema operativo Mobile al mondo (già c'e' molto di Unix e Java in Android diciamo che ha utilizzato molto software Open Source).

Oracle cerca di ottenere da Google un miliardo di dollari di risarcimento danni nel caso di violazione di copyright
Java e Android, la Corte Federale dà ragione a Oracle, infatti secondo quest'ultima (Java faceva parte dell'acquisizione si Sun System che Oracle acquistò qualche anno fa) queste funzionalità sottoforma di API, nonché alcune intere linee di codice riprese di sana pianta da Google sarebbero tutelate dal copyright ed in quanto tali l'impiego senza citazioni e limiti costituirebbe una violazione che vale almeno 1 miliardo di dollari di danni; questo significherebbe eventualmente il blocco di Android. Mountain View, da parte sua, ha cercato di sostenere davanti al tribunale che il suo utilizzo rientra pienamente nella disciplina del fair use (l'uso legittimo di un'opera consentito senza autorizzazione) e che dal momento che si tratta dell'idea in sé Oracle non può neanche ricorrere al diritto d'autore che in quanto tale tutela solo l'espressione di un'idea.
La Corte Federale di San Francisco con la decisione del maggio 2012 aveva condiviso pienamente la linea difensiva di Google, stabilendo l'esenzione delle librerie Java (API) dal copyright ed assolvendo Mountain View, venutasi a scontrare con i diritti d'autore di Oracle solo in via trascurabile e in condizioni assolutamente coperte dal fair use. L'ultima fase del procedimento, l'appello chiesto da Oracle alla Corte Federale per rivedere la decisione del tribunale e presieduto dal giudice William Alsup, si è aperta lo scorso dicembre ed ha portato ora ad una decisione che ribalta quando stabilito in primo grado.
Nel dettaglio la Corte federale ha stabilito che i pacchetti di API di Java sono effettivamente tutelati dal copyright:rispettano il requisito di originalità stabilito dalla Section 102(a) e soprattutto rappresentano solo uno dei modi (un'espressione dell'idea) con cui adottare Java (intesa come idea). Insomma, Google avrebbe potuto seguire altre strade per arrivare al medesimo scopo, ma secondo la Corte d'appello non l'ha fatto.
In realtà, per ciò che riguarda le violazioni di Mountain View, la questione è stata rinviata al tribunale di primo grado che dovrà stabilire se ci sono o meno le condizioni di applicazione dei principi del fair use. Prima di questa decisione che coinvolge direttamente Mountain View, tuttavia, le conclusioni della Corte Federale preoccupano gli osservatori per le conseguenze che potrebbe avere sulla diffusioni delle API.
Secondo EFF (Electronic Frontier Foundation, fondazione che si batte per le libertà del mondo digitale) "la libertà di estensione e la possibilità di reinventare le modalità di applicazione di API quindi delle librerie esistenti sembrano rappresentare al momento fattori chiave sia per lo sviluppo del settore hardware che di quello software". Nel momento in cui i programmatori possono liberamente mettere mano alle API senza dover raggiungere prima un accordo di licenza con gli autori originali, o senza rischiare una denuncia, aumentano le possibilità di creare software compatibili, a tutto vantaggio dei consumatori che hanno a disposizione una maggiore offerta, degli sviluppatori che hanno più strumenti per portare a compimento i propri progetti, nonché degli autori originari che possono sfruttare evoluzioni dei loro applicativi a cui magari non avevano neanche pensato.


Il giudice federale di San Francisco, invece, aveva deciso che Oracle non potesse richiedere la protezione del copyright. Invece la corte d’appello ha stabilito che 37 API di Java sono originali e sotto proprietà intellettuale. Google avrebbe dovuto negoziare una licenza o agire altrimenti. Invece Google si era appellata al fair use, ma in appello ha perso. Oracle acquisì Java quando comprò Sun Microsystems nel 2010 per 7,4 miliardi di dollari.
Secondo Pamela Samuelson, docente all'Università della California, Berkeley, School of Law, teme che la sentenza possa intaccare l’interoperabilità. Anche EFF ha commentato che “la libertà di estensione e la possibilità di reinventare le modalità di applicazione di API esistenti sembrano rappresentare al momento fattori chiave sia per lo sviluppo del settore hardware che di quello software“. Ma Dorian Daley, consigliere generale di Oracle, ritiene il verdetto un’ottima notizia per l’industria del software: “Il circuito federale ha negato il tentativo di Google di limitare la tutela del copyright per il codice dei computer. L’opinione del circuito federale rappresenta una vittoria di Oracle e dell’intera industria del software che si affida alla protezione del copyright per diffondere innovazione ed assicurarsi che gli sviluppatori vengano ricompensati per le loro scoperte“.
Google ha dichiarato di rispettare ma essere in disaccordo con la nuova sentenza e di prendere in esame una risposta.
 
Facciamo un pò di storia però: Google e Sun erano alleate nell’ottobre 2005, quando l’allora presidente Jonathan Schwartz e il CEO Scott McNealy siglarono con il Ceo dell’epoca di Google, Eric Schmidt, una partnership che coinvolgeva la Google Toolbar e Java. Ma oggi che Sun non è più nell’orbita di Google, bensì in quella di Oracle (acquisita da Larry Ellison per 7,4 miliardi di dollari), Oracle vuole  riscrivere la storia di Sun, e soprattutto di Java.
Jonathan Schwartz, testimoniò al processo di primo grado affermando che Android non aveva bisogno di licenze per le API di Java. Ricordiamo che Eric Schmidt ha passato 14 anni a Sun, dove era stato nominato CTO. McNealy però non è d’accordo: l’ex Ceo e co-fondatore di Sun ha nullificato le esternazioni di Schwartz.
Ma Sun non portò Google in tribunale: ciò dà ragione a Schwartz (che ha coperto il ruolo di CEO dal 2006 al 2010) anche se ammette che Google non si comportò benissimo con Sun, anche a seguito della fuga di ingegneri che dal progetto Java passarono in Google impegnandosi nello sviluppo di Android. Se Google avesse siglato una partnership con Sun, l’ex Ceo sarebbe stato maggiormente soddisfatto. Andy Rubin, a capo dello sviluppo Android, voleva che Sun proponesse a Google non la licenza standard, ma una nuova licenza basata su un nuovo modello di business. Ma la storia è andata diversamente.
 
La giuria del caso Oracle vs. Google ha emesso ore il verdetto parziale, da cui risulta che Google ha violato il copyright di Oracle. Ma il fatto che la giuria non abbia saputo deliberare sul Fair use e sulle API di Java, è un buon  segnale per Google e gli sviluppatori di Android. Infatti un giudice federale ha affermato che Oracle non può chiedere 1 miliardo di dollari per Android ( che oggi è presente su 300 milioni di dispositivi mobili).
Google ha violato 37 API Java (application programming interfaces) di Oracle, ma , ma la giuria non è in grado di decidere se e dove Google abbia fatto “fair use” del materiale violato sulla piattaforma mobile Android. Tirando le somme, Android, il primo OS al mondo, non è affatto in serio pericolo. Ricordiamo che sebbene il codice di Java copiato in Android, in violazione di copyright, costituiscono  comunque fair use perché Google offre Android gratis ai programmatori con relativo ambiente di sviluppo.
La dichiarazione sibillina resta quella di Google che ha spiegato l’utilità del linguaggio Java e che Google ha  trovato il modo di realizzare un OS (Android) per smartphone con Java, cosa che Sun ed Oracle non erano capaci di fare.